Diritto amministrativo

Rassegna di giurisprudenza

(in ordine cronologico)

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TAR Abruzzo - L'Aquila - sent. 16.07.2018, n. 302 - Presidente Amicuzzi - Est. Di Cesare

Provvedimento di informativa interdittiva antimafia emesso ai sensi degli articoli 84, 4, 91, del dlgs. 159/2011. Accertamento dei presupposti ed elementi sintomatici per individuare un tentativo di ingerenza della malavita organizzata nell'attività imprenditoriale. Trattandosi di tutela preventiva è sufficiente il conseguimento di un quadro indiziario che consenta di individuare la possibilità oppure il rischio di ingerenza in attività di impresa.

Il provvedimento di informativa antimafia ha natura di tutela preventiva e quindi non occorre una nuova una prova penalmente rilevante di associazione mafiosa. Per tale ragione anche una sentenza di proscioglimento può contribuire a completare il quadro indiziario di legami, coinvolgimenti e collegamenti diretti e indiretti con esponenti di cosche mafiose. Qualora pertanto gli elementi acquisiti e valutati dalla autorità emanante, nella loro pluralità ed univocità, consentano di individuare la qualità di un rischio di infiltrazioni mafiose, il provvedimento di interdizione si palesa il nome da censure.

 

TAR Abruzzo - Pescara – sent. 30.05.2018, n. 179 - Pres. A. Tramaglini - est. Ianigro

Giustizia amministrativa – Ricorso giurisdizionale – Notifica alla P.A. – A mezzo posta elettronica certificata (p.e.c.) – Deve utilizzarsi in via esclusiva l’indirizzo pec di cui all’art. 16, comma 12, del decreto legge 179/2012 conv. in L. 221/12 (ossia il Reginde) – La violazione non determina l’inesistenza della notifica, bensì la sua nullità – Sanabile per effetto del raggiungimento dello scopo.

Il comma 2 dell’art. 14 delle regole tecniche del processo amministrativo telematico di cui al d.p.c.m. n. 40/2016 dispone che le notificazioni di atti precessuali alle Amministrazioni non costituite in giudizio debbono essere eseguite agli indirizzi pec di cui all’art. 16, comma 12, del d.l. 179/2012 conv. in L. 221/12 (Reginde).
Tuttavia la violazione censurata non determina l’inesistenza della notifica, bensì la sua nullità, come tale sanabile per effetto del principio del raggiungimento dello scopo, stante l’intervenuta costituzione dell’Amministrazione intimata.
L’eccepita nullità, pertanto, è sanabile con effetto ex tunc attraverso la costituzione del Comune convenuto.

 

TAR Abruzzo - Pescara - sent. 18.06.2018, n. 205 - Pres. Tramaglini - est. Ianigro

Accesso alla documentazione amministrativa – Istanza – Diniego – Mancata impugnazione – Reiterazione della istanza – Presupposti per l’accoglimento
Accesso in materia ambientale – Legittimazione attiva – Diritto alla Trasparenza – Tutela – Presupposti

La preclusione dell’impugnazione di un diniego di accesso, in presenza di una precedente determinazione manifestata su altra analoga domanda di accesso, non impugnata nei termini, presuppone che il provvedimento assuma i caratteri dell’atto “meramente confermativo” del precedente.
Al fine di stabilire se un atto amministrativo sia meramente confermativo (e perciò non impugnabile) o di conferma in senso proprio (e, quindi, autonomamente lesivo e da impugnarsi nei termini), occorre verificare se l’atto successivo sia stato adottato o meno senza una nuova istruttoria e una nuova ponderazione degli intessi.
In tema di accesso in materia ambientale, il Decreto Legislativo 19 ottobre 2005, n. 195 introduce un regime di pubblicità tendenzialmente integrale delle informative ambientali, sia per ciò che concerne la legittimazione attiva (ampliando notevolmente il novero dei soggetti legittimati all’accesso in materia ambientale) e sia per quello che riguarda il profilo oggettivo (prevedendosi un’area di accessibilità delle informazioni ambientali svincolata dai più restrittivi presupposti di cui agli artt. 22 e segg. della L.N. 241).
Più in particolare, in materia di informazioni ambientali, è legittimato a proporre ricorso chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse in conformità con le previsioni di cui all’art. 3 sexies, D.Lg. 3 aprile 2006, n. 152, introdotto dal D.Lg. n. 128 del 29 giugno 2010.


TAR Abruzzo - Pescara - sent. 26.06.2018, n. 212 - Pres. Tramaglini – est. De Carlo

Urbanistica – Edilizia – Permesso di costruire in sanatoria – Diniego – Illegittimità Edilizia – Effetti - Rimozione opera e ripristino stato dei luoghi

Le NTA possono stabilire caratteristiche precise per i materiali da utilizzare sia per la manutenzione ordinaria, sia per le ristrutturazioni o le varianti anche di tipo tecnico. In mancanza di materiali conformi a quanto previsto nel Piano di Recupero, il provvedimento sanzionatorio del Comune è legittimo, anche perché, quanto alla motivazione dei provvedimenti che sanzionano illeciti edilizi o che non concedono condoni o sanatorie, non si richiede una speciale motivazione, né la particolare enunciazione delle ragioni di pubblico interesse, che è in re ipsa, come ribadito dalla sentenza n. 9/2017 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, e la sua adozione non è preclusa dal lasso di tempo trascorso.
Inoltre, è da sottolineare che la presentazione della domanda di accertamento in conformità non costituisce un fatto idoneo a rendere inefficace il provvedimento sanzionatorio originario, ma determina solo un arresto temporaneo dell’efficacia delle misure ripristinatorie, che dunque riacquistano efficacia in caso di eventuale rigetto della sanatoria.

 

TAR Abruzzo - L’Aquila – sentenza del 27 marzo 2018, n. 120- Pres. Amicuzzi, est. Di Cesare

Pubblico impiego. Infortunio durante l’espletamento del servizio. Accertamento della responsabilità dell’Amministrazione datrice di lavoro. Natura contrattuale. Sussiste. Cumulabilità del risarcimento del danno con l’importo liquidato a titolo di equo indennizzo. Non è cumulabile.

La corresponsione di equo indennizzo non preclude al dipendente la facoltà di richiedere all’Amministrazione il risarcimento del danno ad essa imputabile in quanto i due istituti hanno diverse finalità ed è ravvisabile una differenziazione dei rischi ricoperti.
La responsabilità dell’Amministrazione ha natura contrattuale e quindi spetta alla medesima dimostrare che il verificarsi del danno non è a lei imputabile per aver adottato ogni cautela idonea a prevenire l’infortunio e che vi è stata un’eventuale condotta colposa del danneggiato.
Deve perciò essere risarcito, ove provato, il danno biologico (quale lesione all’integrità fisio-psichica), il danno c.d. esistenziale ed il danno patrimoniale (nella misura in cui non è stato già reintegrato con la liquidazione dell’equo indennizzo).
Dalla liquidazione complessiva deve essere però detratto l’importo liquidato a titolo di equo indennizzo in quanto il cumulo determinerebbe una non consentita locupletazione del danneggiato.

 

TAR Abruzzo - Pescara – sentenza 5 febbraio 2018, n. 51 – Pres. Tramaglini, est. Ianigro

Accesso alla documentazione – Provvedimento implicito di rigetto – Rifiuto di accesso da parte dell’Agenzia delle Entrate di copia conforme all’originale del ruolo nominativo, delle cartelle di pagamento e delle relate di notifica. Interesse del ricorrente alla ostensione degli atti propedeutici a procedure di riscossione. Non sono individuabili posizioni di controinteresse.

Sussiste un interesse diretto, concreto ed attuale del contribuente alla ostensione degli atti propedeutici a procedure di riscossione.
E’ illegittimo il rifiuto di accesso dell’Agenzia delle Entrate relativo alla ostensione di copia conforme all’originale del ruolo nominativo, delle cartelle di pagamento relative al ruolo e delle corrispondenti relate di notifica.
Trattandosi di cartelle che riguardano il singolo contribuente, non sono individuabili posizioni di controinteresse che rendono necessaria la notifica del ricorso ad altri soggetti a pena di inammissibilità.

 

TAR Abruzzo – Pescara – sentenza 5 febbraio 2018 n. 48 – Pres. Tramaglini, est. Ianigro.

Misure di prevenzione e di sicurezza – Divieto di accesso alle manifestazioni sportive (D.A.S.P.O.) – Nei confronti di minore – Divieto di accesso per anni uno ad impianti sportivi siti in Italia e sul Territorio della Comunità Europea.

Il provvedimento di diniego di accesso alle manifestazioni sportive (D.A.S.P.O.), allorchè faccia riferimento ad una condotta di gruppo, richiede pur sempre la consapevole partecipazione dei singoli al comportamento collettivo idoneo ad arrecare una turbativa all’ordine pubblico, essendo necessario che al destinatario del c.d. D.A.S.P.O. sia ascrivibile un comportamento concreto, volto con chiarezza e univocità alla commissione dell’episodio violento o minaccioso.
La sola presenza sul posto ove sono avvenuti i disordini non può da sola integrare l’imprescindibile presupposto per la legittima adozione della misura inibitoria prevista dall’art. 6 della legge n. 481/1989.

 

TAR Abruzzo – Pescara – sentenza 5 febbraio 2018 n. 49 – Pres. Tramaglini, est. Ianigro.

Giurisdizione e competenza – Revoca parziale di contributo relativo a finanziamenti già deliberati – Difetto di giurisdizione del Giudice amministrativo.

Esula dalla giurisdizione del Giudice Amministrativo per rientrare in quella del Giudice Ordinario, il provvedimento di riduzione relativo a spese ritenute non ammissibili di un finanziamento già deliberato per la realizzazione di un programma di investimento, poiché in tale ipotesi la situazione giuridica vantata dal beneficiario si identifica con un diritto soggettivo dell’istante alla corresponsione di un finanziamento già attribuito con un precedente provvedimento amministrativo.
Essendo inerente alla fase esecutiva del rapporto di sovvenzione, il ricorso esula dalla giurisdizione del TAR adito.

 

TAR Abruzzo – Pescara – sentenza 26 marzo 2018, n. 119 – Pres. est. Tramaglini.

Accesso ai benefici per arresto definitivo attività di pesca – Causa di inammissibilità – Infrazione “grave” – Nozione Reg. UE n. 508/2014 e Reg. (CE) n. 1005/2008 – Diniego – Illegittimità

In virtù dell’art. 10 del Reg. UE n. 508/2014, direttamente esecutivo nel nostro ordinamento, è ivi contemplato il rinvio all’art. 42 del Reg. (CE) N. 1005/2008, ai fini della determinazione della sanzione “grave”.
Più precisamente, mentre la definizione della gravità di sanzione di cui agli articoli 10 e 14 del Reg. UE n. 508 del 2014 e 42 del Reg. (CE) 1005/08 rientra nell’ordinamento settoriale dei benefici alle unità di pesca è postula una valutazione discrezionale in concreto dell’Amministrazione nazionale sulla base dei succitati parametri prestabiliti in astratto; la definizione di gravità di cui all’art. 14 del D.Lg.vo n. 4 del 2012 è viceversa correlata automaticamente a sanzioni tipizzate e influisce solo sull’attribuzione del punteggio per la determinazione delle sanzioni accessorie della sospensione e revoca definitiva della licenza di pesca, nel sistema armonizzano in materia di pesca ed acquacoltura, in attuazione ai criteri ed agli obiettivi previsti dal regolamento (CE) n. 1198/2006 nonché dal regolamento (CE) n. 1005/2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
Ne consegue che il ricorso appare fondato atteso che erroneamente l’Autorità amministrativa ha fatto riferimento a una normativa non conferente invece che all’art. 42 del succitato Reg. CE per la valutazione della gravità dell’infrazione; infrazione che peraltro la medesima, seppure ai fini della determinazione della sanzione nella cornice edittale, aveva già definito come non grave.


Tar Abruzzo, Sez. Dist. Pescara - sentenza del 28.03.2018 n. 125 – Pres. Tramaglini, Est. Balloriani.

Appalti e contratti – Appalto di servizio per acquisizione di software applicativo – Omessa notifica alla Regione Abruzzo quale SUA – Soggetto aggregatore - Ammissibilità del ricorso – Necessità di sola integrazione del contraddittorio – Coincidenza dei giudizi espressi da tutti i Commissari – Violazione delle modalità procedurali per lo svolgimento della valutazione delle offerte – Annullamento della procedura fino al momento in cui la stessa risulti viziata.

Il rapporto intercorrente tra la stazione appaltante AUSL e la Regione è un caso di avvalimento di diritto pubblico di tipo intersoggettivo e, quindi, l’atto impugnato (aggiudicazione) è da imputare in via diretta alla Asl resistente; pur essendo le altre Asl e la Regione delle controinteressate necessarie nei confronti delle quali può essere disposta l’integrazione del contraddittorio.
Come si evince dalle Linee Guida ‘atipiche’ di cui all’art. 213, comma 2, del D. Lvo 50/2016, che forniscono indicazione alle stazioni appaltanti per la valutazione delle offerte secondo il criterio qualitativo, ai sensi dell’art. 95 dello stesso D. Lvo 50/2016, il confronto a coppie avviene sulla base delle preferenze accordate da ciascun commissario a ciascun progetto in confronto con tutti gli altri, secondo i parametri contenuti nei documenti di spesa. In particolare il confronto a coppie tra le offerte presentate deve avvenire con votazioni indipendenti da parte di ciascun commissario di gara e i punteggi, così attribuiti da ciascuno, si sommano successivamente, e vengono poi trasformati, in proporzione, in coefficienti da 0 a 1 per poi essere interpolati con i punteggi massimi attribuibili.
L’annullamento della procedura fino al momento in cui la stessa appare viziata (cioè fino al momento della valutazione delle offerte con il metodo del confronto a coppie) comporta il conseguente obbligo dell’amministrazione di rinnovare la valutazione delle offerte ammesse applicando correttamente il metodo del confronto a coppie secondo le richiamate linee guida e, in particolare, assicurando che i confronti siano effettuati singolarmente da ciascun commissario.

 

TAR Abruzzo, Pescara – sentenza 12 gennaio 2018, n. 78 - Pres. Tramaglini - Est. Balloriani

Libertà di circolazione - Trasferimento da Università di Infermieristica a Università di Medicina – Valutazione della domanda di trasferimento sulla base di criteri oggettivi e predeterminati.

Al pari degli studenti trasferiti da Atenei stranieri, non può essere negata la possibilità per i cittadini italiani di trasferirsi da Università italiane, in ossequio al diritto di libera circolazione, non obliterabile per chi si muove all’interno dello stesso Stato. Tale criterio, pertanto, deve valere anche per i cittadini italiani che si trasferiscono all’Università di medicina e chirurgia da Università affini e che sono in possesso di crediti formativi nella misura sufficiente per l’iscrizione all’anno successivo al primo, atteso che ciò che oggettivamente rileva in caso di trasferimento da un’Università affine non è il nomen iuris del corso frequentato, ma gli esami effettivamente superati e i crediti formativi che agli stessi, in base ai programmi e al conseguente impegno richiesto, possono essere attribuiti secondo il sistema dei crediti formativi italiano.


TAR Abruzzo, Pescara – sentenza 17 gennaio 2018, n. 13 - Pres. Tramaglini - Est. Ianigro

Edilizia ed urbanistica - Preavviso di diniego – Motivazione del provvedimento amministrativo – Istanza di sanatoria – Presentazione – Termine non perentorio.

1. Il c.d. preavviso di diniego non esprime una determinazione definitiva in ordine alla volontà dell’Amministrazione, ma è atto endoprocedimentale, non immediatamente lesivo della sfera giuridica del destinatario e pertanto non autonomamente impugnabile.
2. La motivazione deve precedere e non seguire il provvedimento amministrativo, a tutela del buon andamento della P.A. e dell’esigenza di delimitazione del controllo giudiziario.
3. Il privato raggiunto dall’ordine di demolizione può richiedere la sanatoria delle opere eseguite, ai sensi dell’art. 36 del D.p.r. n. 380/2001, anche oltre il termine di novanta giorni dalla notifica dell’ordinanza; e tanto sulla base del tenore letterale del comma 1 del predetto art. 36, che ammette la possibilità di ottenere il permesso in sanatoria fino alla scadenza dei termini di cui all’art. 31, comma 3, 33, comma 1, 34, comma 1, e comunque fino all’irrigazione delle sanzioni amministrative.

 

TAR Abruzzo, Pescara – sentenza 15 gennaio 2018, n. 11 - Pres. Tramaglini - Est. Ianigro

Atto amministrativo – Motivazione – Requisito di forma sostanziale – Accordo sindacale per la Cassa Integrazione Guadagni - Richiesta di integrazione salariale – Provvedimento di reiezione dell’I.N.P.S. – Necessità di adeguata motivazione.

1. La norma contenuta nell’art. 3 della legge n. 241/1990, in base alla quale ogni provvedimento amministrativo deve essere motivato, non è riconducibile a quelle sul procedimento o sulla forma degli atti, poiché la motivazione non ha alcuna attinenza né con lo svolgimento del procedimento, né con la forma degli atti in senso stretto, riguardando, più precisamente, l’indicazione dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’Amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria; tant’è che nella stessa giurisprudenza comunitaria la motivazione viene configurata come requisito di forma sostanziale. Alla carenza di motivazione del provvedimento non è dunque applicabile la disciplina della c.d. sanatoria processuale prevista dall’art. 21 octies, comma 2, della legge n. 241 del 1990.
2. In materia di richiesta di integrazione salariale all’I.N.P.S., dalla motivazione del provvedimento impugnato non si evincono le ragioni per cui è stata esclusa la natura transitoria della crisi dedotta, né per quale ragione non fosse stata ritenuta attendibile la dedotta natura temporanea della riduzione delle commesse in lavorazione.

 

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