Diritto civile

Rassegna di giurisprudenza

(in ordine cronologico)

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20180420 - Trib. Pescara - decreto 20 aprile 2018.

Responsabilità patrimoniale – Accesso alle banche dati – Emanazione di decreti attuativi da parte del Ministro della Giustizia – Accesso diretto dei creditori alle banche dati – Possibilità – Sussiste.

L’art. 155-quater disp. att. c.p.c., a seguito delle modifiche introdotte dall’art. 14 d.l. 83/2015, convertito in l. 132/2015, non prevede più che l’accesso alle banche dati sia subordinato alla emanazione di decreti attuativi da parte del Ministro della Giustizia.
Deve quindi ritenersi possibile, alla luce delle modifiche introdotte dalla legge di conversione del decreto legge 83/2015, l’accesso diretto dei creditori alle banche dati indicate nelle norme.

 

20180419 - Trib. Lanciano – sentenza 19 aprile 2018, n. 150 – est. Nappi.

Testamento – Testamento olografo – Condizione di assistenza al testatore – Validità – Evento dedotto in condizione – Mancata verificazione – Condotta del beneficiario – Causa non imputabile – Irrilevanza
In un testamento, è valida la condizione di assistenza al testatore fino alla sua morte.

Il giudizio di verificazione dell’evento dedotto in condizione è un giudizio meramente oggettivo; pertanto, ove quell’evento consista nella condotta del beneficiario, è del tutto irrilevante che il beneficiario non abbia potuto porre in essere la condotta per causa a lui non imputabile.

 

20180409 - Trib. Vasto, ordinanza 9 aprile 2018 – est. Pasquale.

Mediazione – Obbligo di assistenza dell’avvocato – Previsione di costi ingenti – Contrarietà al Diritto Europeo – Esclusione.
Mediazione obbligatoria – Obbligo di assistenza dell’avvocato – Illegittimità – Sussiste.

La disciplina nazionale sulla mediazione obbligatoria ed il principio di obbligatorietà dell’assistenza legale nelle forme di mediazione obbligatoria, sancite dal D.Lgs. n. 28/10 sono sicuramente compatibili, sotto il profilo della onerosità della procedura, con il principio comunitario della tutela giurisdizionale effettiva, sancito dagli artt. 6 e 13 della CEDU e dall'art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in quanto non determina a carico delle parti, che devono sostenere il peso economico dell’attività di assistenza dei rispettivi Avvocati, costi qualificabili come ingenti.
La condotta della parte che si reca personalmente al primo incontro di mediazione, rifiutandosi di farsi assistere da un avvocato (sebbene a ciò compulsata dal mediatore) e pretendendo di partecipare autonomamente agli incontri di mediazione, è illegittima perché assunta in violazione delle prescrizioni del D. Lgs. n. 28/10 che impongono alle parti l’obbligo di assistenza legale per tutta la durata della procedura di mediazione.

 

20180228 - App. L’Aquila – sentenza 28 febbraio 2018, n. 380 – est. Ciofani

Matrimonio – Separazione – Assegno di mantenimento – Attribuzione e quantificazione – Criteri - Tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.

In tema di separazione personale l’assegno di mantenimento non si determina – con riguardo all’an – sulla base dei criteri per l’assegno divorzile alla stregua del recente mutamento di giurisprudenza inaugurato con la nota sentenza n. 11504 del 2017 della Suprema Corte di Cassazione (autosufficienza economica dell’ex coniuge richiedente) bensì sul parametro del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio ed altresì valutando l’eventuale sperequazione tra i rispettivi redditi delle parti.

 

20180228 - Tribunale di Pescara – sentenza 28 febbraio 2018,  n. 295 – Est. Falco

Danni da cose in custodia – Carattere oggettivo - Nesso causale tra la cosa in custodia ed il danno – Sussiste – Irrilevanza della condotta del custode.

La responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia (art. 2051 cod. civ.) ha carattere oggettivo e, perché possa configurarsi in concreto, è sufficiente che sussista (come nella specie) il nesso causale tra la cosa in custodia ed il danno arrecato, senza che rilevi al riguardo la condotta del custode e l'osservanza o meno di un obbligo di vigilanza, in quanto la nozione di custodia nel caso rilevante non presuppone, ne' implica uno specifico obbligo di custodire analogo a quello previsto per il depositario, e funzione della norma è, d'altro canto, quella di imputare la responsabilità a chi si trova nelle condizioni di controllare i rischi inerenti alla cosa, dovendo pertanto considerarsi custode chi di fatto ne controlla le modalità d'uso e di conservazione, e non necessariamente il proprietario o chi si trova con essa in relazione diretta

 

20180220 - App. L’Aquila – sentenza 20 febbraio 2018, n. 346 – Pres. Buzzelli – Est. Di Girolamo

Simulazione – Prova – Regime agevolato del terzo – Presunzioni semplici - Ammissibilità.

Ai sensi dell’art. 1415 c.c. i terzi possono far valere la simulazione in confronto delle parti quando essa pregiudica i loro diritti ed ai sensi dell’art. 1416, comma 2 c.c.; il pregiudizio del creditore stesso è ravvisabile in presenza di una diminuzione quantitativa o variazione qualitativa del patrimonio del debitore che renda più incerto, difficile o comunque oneroso il soddisfacimento. Inoltre, all’attore, in quanto terzo rispetto all’accordo simulato, è applicabile il regime probatorio agevolato di cui all’art. 1417 c.c., in forza del quale è ammissibile la prova testimoniale senza limiti e per giurisprudenza costante anche il ricorso alla prova per presunzioni semplici che possono essere tratte da qualsiasi fonte probatoria dalla quale siano ricavabili elementi gravi, precisi e concordanti.

  

20180220 - Tribunale di Teramo – sentenza 20 febbraio 2018, n. 153 – Est. Chiauzzi

Danni – Evento franoso – Omessa esecuzione di opere di contenimento da parte dell'ente proprietario della strada – Responsabilità da cosa in custodia ex art. 2051 c.c. - Sussiste.

E' applicabile l'art. 2051 c.c. alla P.A. relativamente ai beni demaniali soggetti ad un uso generale e diretto da parte dei cittadini anche in presenza di eventi franosi che abbiano arrecato danni al privato, laddove siano state omesse opere di contenimento (dovendosi escludere nella fattispecie il caso fortuito), per effetto del potere di controllo e di vigilanza sul bene stesso, che sia tale da evitare situazioni di pericolo per gli utenti, con la conseguente ripartizione dell'onere della prova tra danneggiato e danneggiante.

 

20180216 - App. L’Aquila – sentenza 16 febbraio 2018, n. 327 – est. Ciofani

Matrimonio – Divorzio – Assegno di mantenimento – Attribuzione e quantificazione – Criteri – Autosufficienza economica del richiedente.

In tema di assegno divorzile, alla stregua del recente mutamento di giurisprudenza inaugurato con la nota sentenza n. 11504 del 2017 della Suprema Corte di Cassazione, il relativo giudizio di accertamento sull’an deve essere effettuato sulla base del criterio dell’autosufficienza economica dell’ex coniuge richiedente e non più su quello del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio né valutando l’eventuale sperequazione tra i rispettivi redditi.

 

 20180213 - App. L’Aquila – sentenza 13 febbraio 2018, n. 266 – Pres. Iannaccone – Est. Ciofani

Divieto di patto commissorio – Ipotesi di più negozi collegati – Verifica in concreto della sussistenza di uno scopo di garanzia.

Il divieto del patto commissorio si estende a qualsiasi negozio, ancorché di per sé astrattamente lecito, allorché esso venga impiegato per conseguire il fine concreto, riprovato dall’ordinamento, della illecita coercizione del debitore, costringendolo al trasferimento di un bene a scopo di garanzia nell’ipotesi di mancato adempimento di un’obbligazione assunta. In particolare, ben può il patto commissorio essere ravvisato anche di fronte a più negozi tra loro collegati quando esso scaturisca da un assetto di interessi complessivi tale da far ritenere che il procedimento negoziale attraverso il quale deve compiersi il trasferimento di un bene del debitore sia collegato, piuttosto che alla funzione di scambio ad uno scopo di garanzia a prescindere dalla natura meramente obbligatoria o traslativa o reale del contratto o del momento in cui il trasferimento deve verificarsi o degli strumenti negoziali destinati alla sua attuazione e, persino, dalla identità dei soggetti che abbiano stipulato i negozi collegati.

  

20180203 - App. L’Aquila - sentenza 3 febbraio 2018, n. 204 - Pres. Iannaccone, Est. Fabrizio

Straniero - Permesso di soggiorno per ragioni umanitarie – Condizioni di rilascio – Situazione di “vulnerabilità” – Valutazione del giudice del merito.

La protezione umanitaria è una misura residuale che presenta caratteristiche necessariamente non coincidenti con quelle riguardanti le misure maggiori. Condizione per il rilascio di un permesso di natura umanitaria D.lgs. n. 286/1998, ex art. 5, comma 6, è il riconoscimento di una situazione di vulnerabilità da proteggere alla luce degli obblighi costituzionali e internazionali gravanti sullo Stato italiano. Il Giudice di merito deve valutare se si verte in una delle ipotesi di concedibilità della più breve e tenue protezione, correlata ad un predeterminato arco di tempo, quando le ragioni di protezione accertate ed aventi gravità e precisione pari a quelle sottese alla tutela maggiore, siano solo temporaneamente limitate.

 

20180129 - Trib. Pescara – sentenza 29 gennaio 2018 – Est. Roscigno

Contratto di distribuzione commerciale - Clausola risolutiva espressa – Disponibilità ad eliminare l’inadempimento – Contrarietà a buona fede – Sussiste.

Diffida ad adempiere – Inutile decorso del termine per adempiere – Accertamento giudiziale della gravità dell’inadempimento – Permane.

Risoluzione del contratto – Effetti restitutori – Necessità della domanda esplicita della parte.

Va considerata contraria alla buona fede, perché abusiva, l’attivazione della clausola risolutiva in presenza di un inadempimento che controparte offre seriamente e prontamente di correggere e che la parte fedele rifiuta, invece, di ricevere, ove emerga che la disponibilità all’eliminazione dell’inadempimento avrebbe impedito l’alterazione dell’equilibrio sinallagmatico e non giustifica, inoltre, la perdita di fiducia nella parte inadempiente. Potrebbe ancora rientrare nell’area della valutazione ex fide bona la dichiarazione di avvalersi della clausola risolutiva comunicata a seguito della prolungata tolleranza dell’inesattezza della prestazione dell’altra parte, coincidente con quella prevista dalla clausola, quando l’acquiescenza della parte fede ha ingenerato in controparte il legittimo affidamento che l’inesattezza della sua prestazione non alteri il sinallagma e che, dunque, precluda a controparte di esercitare il diritto potestativo di risoluzione.

L’intimazione da parte del creditore della diffida ad adempiere, di cui all'art. 1454 cod. civ., e l'inutile decorso del termine fissato per l'adempimento non eliminano la necessità, ai sensi dell'art. 1455 cod.civ., dell'accertamento giudiziale della gravità dell'inadempimento in relazione alla situazione verificatasi alla scadenza del termine ed al permanere dell'interesse della parte all'esatto e tempestivo adempimento.

La risoluzione del contratto, pur comportando, per l'effetto retroattivo sancito dall'art. 1458 c.c., l'obbligo del contraente di restituire la prestazione ricevuta, non autorizza il giudice ad emettere il provvedimento restitutorio in assenza di domanda dell'altro contraente, atteso che rientra nell'autonomia delle parti disporre degli effetti della risoluzione, chiedendo, o meno, la restituzione della prestazione rimasta senza causa.

 

20180129 - Trib. Teramo – sentenza 29 gennaio 2018, n. 69 – est. Cannavale

Matrimonio - Separazione – Assegno di mantenimento – Attribuzione e quantificazione - Criteri – Tenore di vita goduto in costanza di matrimonio – Applicabilità.
Matrimonio – Separazione – Addebito – Richiesta risarcimento danni – Inammissibilità.

In tema di separazione personale l'assegno di mantenimento non si determina – con riguardo all'an – sulla base dei criteri per l'assegno divorzile alla stregua del recente mutamento di giurisprudenza inaugurato con la nota sentenza n. 11504 del 2017 della Suprema Corte di Cassazione (autosufficienza economica dell'ex coniuge richiedente) bensì sul parametro del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio ed altresì valutando l'eventuale sperequazione tra i rispettivi redditi delle parti.
Nel procedimento di separazione personale, pronunciata con addebito per le violenze perpetrate da un coniuge nei confronti dell'altro, è inammissibile la domanda di risarcimento dei relativi danni ex art. 2043 c.c. (che vanno comunque adeguatamente provati sia nell'an che nel quantum) necessitando un apposito giudizio.

 

 20180123 - Trib. L'Aquila - sentenza 23 gennaio 2018, n. 34 – Est. Riviezzo

Circolazione stradale - Danni causati da fauna selvatica – Regione Abruzzo - Legittimazione passiva – Sussistenza.

Circolazione stradale – Danni – Fermo tecnico – Liquidazione - Prova dell'effettivo danno concreto – Necessità.

Nel caso di danni causati alla circolazione stradale da fauna selvatica in Abruzzo è legittimata passivamente nonché responsabile ex art. 2043 c.c. non già la Provincia, quale ente delegato e/o titolare di meri compiti di gestione della caccia e protezione della fauna selvatica, bensì la Regione ovvero l'ente territoriale titolare delle competenze in merito al controllo della fauna selvatica.

In materia di circolazione stradale il danno derivante dall'indisponibilità di un autoveicolo durante il tempo necessario alla riparazione non può essere liquidato equitativamente in difetto di prova specifica della perdita subita (spesa sostenuta per procacciarsi altro veicolo sostitutivo, danno emergente; o mancato guadagno derivante dalla rinuncia forzata a proventi derivanti dall'uso del veicolo medesimo, lucro cessante).

  

20180119 - Trib. Pescara – ordinanza 19 gennaio 2018, n. 162 – Est. Ria

Obbligazioni e contratti – Contratti bancari – Nullità c.d. di protezione ex art. 117 TULB – Rilevabilità ex officio – Sussistenza.

Nel caso di contratti bancari l' ipotesi di nullità del contratto (o delle relative pattuizioni), da considerarsi un caso di nullità speciale c.d. “di protezione” - vale a dire che opera solo a vantaggio della parte economicamente più debole, cioè il cliente – ai sensi degli artt. 117 e 127 TULB ed alla stregua dei principi di giustizia comunitaria, sono rilevabili anche d'ufficio.

  

20171229 - Trib. Pescara – sentenza  29 dicembre 2017,  n. 1621  – Est.  Ria

Procedimento civile – Appello – Requisiti ex art. 342 c.p.c. – Specifiche contestazioni delle motivazioni della sentenza impugnata – Necessità di rigorosa e formalistica enunciazione delle ragioni poste a fondamento dell'appello – Insussistenza.

In tema di appello il “nuovo” atto deve contenere, per superare il vaglio di ammissibilità, l'indicazione specifica dei motivi di appello e la contrapposizione delle argomentazioni dell'appellante contrapposte a quelle della sentenza impugnata, ma non già una rigorosa e formalistica enunciazione delle ragioni poste a fondamento dell'appello essendo sufficiente che al giudice siano esposte – anche sommariamente – le ragioni di fatto e di diritto su cui si fonda l'impugnazione, che possono sostanziarsi anche nella prospettazione delle medesime ragioni addotte nel giudizio di primo grado purché ciò determini una critica specifica della decisione impugnata.

  

20171228 - Trib. Pescara – sentenza 28 dicembre 2017, n. 1619 – Est. Ria

Processo civile – Competenza territoriale – Art. 20 cpc - Contratto inter absentes – Conclusione – Luogo in cui l'accettazione perviene al proponente.

Obbligazioni e contratti – Risoluzione per inadempimento – Diffida ex art. 1454 c.c. - Accertamento giudiziale della gravità dell'inadempimento – Necessità.

Nel caso di controversie aventi ad oggetto contratti conclusi tra soggetti lontani, fatta eccezione per le ipotesi tassative di cui all'art. 1327 c.c., la competenza territoriale ex art. 20 c.p.c. si determina (anche) in base al luogo di conclusione del contratto stesso da individuarsi in quello in cui l'accettazione è pervenuta al proponente.

Anche in presenza di diffida ad adempiere ex art. 1454 c.c., la gravità dell'inadempimento contrattuale va accertata giudizialmente secondo un criterio che tenga conto sia dell'elemento oggettivo della mancata prestazione nel quadro dell'economia generale del negozio, sia degli aspetti soggettivi rilevabili tramite un'indagine unitaria sul comportamento del debitore e sull'interesse del creditore all'esatto adempimento.

  

20171219 - App. L’Aquila - sentenza 19 dicembre 2017, n. 2374 – Pres. Iannaccone, Est. Fabrizio

Danno tanatologico – Risarcibilità iure hereditatis – Esclusione.

Danno da perdita del rapporto parentale – Risarcibilità iure proprio – Sussistenza.

Il c.d. “danno tanatologico” è rappresentato dalla perdita del bene giuridico “vita” che costituisce bene autonomo, fruibile solo in natura da parte del titolare. Pertanto, esso è insuscettibile di essere reintegrato per equivalente iure hereditatis.

Il c.d. danno da perdita del rapporto parentale consiste nel vuoto costituito dal non potere più godere della presenza e del rapporto con chi è venuto meno e, perciò, nell’irrimediabile distruzione di un sistema di vita basato sull’affettività, sulla condivisione, sulla rassicurante quotidianità dei rapporti familiari. Il fatto illecito, costituito dalla uccisione del congiunto, dà luogo ad un danno non patrimoniale presunto, consistente nella perdita del rapporto parentale, allorché colpisce soggetti legati da uno stretto vincolo di parentela, la cui estinzione lede il diritto all'intangibilità della sfera degli affetti reciproci e della scambievole solidarietà che caratterizza la vita familiare nucleare.

 

20171102 - Trib. Chieti, sentenza 2 novembre 2017, n. 219 - Est. Cozzolino

Mutuo fondiario – Utilizzo delle somme ricevute dalla banca per estinguere le passività di un terzo – Validità – Mutuo di scopo - Esclusione.

L’utilizzo, da parte del mutuatario, delle somme ricevute dalla banca mutuante per estinguere le passività accumulate da altro soggetto nei confronti della banca medesima è fatto estraneo alla causa del contratto di mutuo fondiario che rimane pertanto valido poiché non costituisce un mutuo di scopo.

 

20171024 - Trib. Pescara, ordinanza 24 ottobre 2017 – est. Presid. . Bozza

In tema di assegno divorzile, in presenza di una donna cinquantenne e casalinga cui viene riconosciuto un ruolo di madre-casalinga, l’assegno stesso è riconosciuto per la durata di sei mesi, tempo ritenuto insufficiente a reperire un’occupazione.

 

20170904 - Trib. Lanciano – sentenza 4 settembre 2017, n. 177 – est. Di Stefano

Lavoro – Impiego pubblico – Sanzione disciplinare – Conoscenza dei fatti addebitati aliunde, in epoca antecedente - Decadenza dall'azione del datore ex art. 51 bis D.Lgs. 165/2001 - Sussistenza.

In materia di pubblico impiego, nel caso in cui venga irrogata una sanzione disciplinare ad un dipendente per fatti che abbiano formato oggetto di un precedente ricorso al TAR promosso oltre cinque mesi prima da altro dipendente, deve ritenersi intervenuta la decadenza dall'azione disciplinare della P.A. ex art. 51 bis D.Lgs. 165/2001 (così come modificato dal D.Lgs. 150/2009) dovendosi ritenere spirato il relativo termine, con decorrenza dalla notifica di tale ricorso e non già dal deposito della sentenza che lo ha definito.

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