Newsletter Dicembre 2017

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PQM – On Line

Newsletter - Dicembre 2017

CIVILE

Appalto – Vizi dell'opera – Responsabilità – Progettista, appaltatore e direttore dei lavori – Corresponsabilità in solido – Sussistenza.

Appalto – Vizi dell'opera – Responsabilità – Progettista, appaltatore e direttore dei lavori – Corresponsabilità in solido - Azione di garanzia ex art. 1669 c.c. - Prescrizione – Effetto interruttivo dell'azione proposta nei confronti di uno di tali soggetti – Sussistenza.

Tribunale di Pescara – sent. 29 novembre 2017, n. 1475 – Est. Falco – S. c. C. a

1. Sussiste la responsabilità solidale del progettista, del direttore dei lavori e dell'appaltatore a titolo di responsabilità contrattuale nei confronti del committente che abbia subito un danno per difetti dell'opera appaltata.

2. In tema di appalto, la domanda giudiziale proposta nei confronti di uno dei compartecipi del fatto illecito (progettista, direttore dei lavori o appaltatore) spiega effetti interruttivi della prescrizione anche nei confronti degli altri compartecipi.


 Usucapione – Compossesso - Domanda di due attori – Rigetto di una domanda - Acquisto di quota pari al 50% – Inammissibilità (fattispecie).

Tribunale di Pescara, sentenza 28 novembre 2017, n. 1469 – Est. Di Fulvio

Nel caso in cui sia proposta domanda di usucapione da parte di due compossessori del bene di cui si chiede l'acquisto in proprietà e venga rigettata la domanda di uno dei due attori (nella fattispecie, la moglie dell'altro attore), in difetto di prova dell'autonoma detenzione continuata per venti anni come proprietario da parte dell'altro attore, non è ammissibile in capo a quest'ultimo l'acquisto per usucapione della sola quota pari al 50%.


Diffamazione a mezzo stampa – Diritto di critica – Prevalenza del diritto all’onore sul diritto di critica – Non sussiste.

Diffamazione a mezzo stampa – Diritto di critica – Presupposti di operatività dell’esimente.

Diffamazione a mezzo stampa – Diritto di c.d. “critica politica” – Preminente interesse generale al libero svolgimento della vita democratica.

Diffamazione a mezzo stampa – Diritto di c.d. “critica politica” – Competizione elettorale – Collegamento strumentale alla manifestazione del dissenso politico.

Tribunale di Pescara, sentenza 16 novembre 2017, Est. Falco

1. In tema di diffamazione a mezzo stampa, non sussiste una generica prevalenza del diritto all'onore sul diritto di critica, in quanto ogni critica alla persona può incidere sulla sua reputazione, e del resto negare il diritto di critica solo perché lesivo della reputazione di taluno significherebbe negare il diritto di libera manifestazione del pensiero; pertanto, il diritto di critica può essere esercitato anche mediante espressioni lesive della reputazione altrui, purché esse siano strumento di manifestazione di un ragionato dissenso e non si risolvano in una gratuita aggressione distruttiva dell'onore.

2. Sussiste l'esimente del diritto di critica quando le espressioni utilizzate consistano in un'argomentazione che esplicita le ragioni di un giudizio negativo collegato agli specifici fatti riferiti e non si risolve in un'aggressione gratuita alla sfera morale altrui. Sono invece sempre punibili le espressioni c.d. "gratuite", nel senso di non necessarie all'esercizio del diritto, in quanto inutilmente volgari o umilianti o dileggianti. Ciò che, infatti, rileva e determina l'abuso del diritto non è la maggiore o minore aggressività dell'espressione o l'asprezza dei toni, ma la gratuità delle aggressioni non pertinenti ai temi apparentemente in discussione.

3. Le espressioni utilizzate nell'ambito della c.d. "critica politica" assumono naturalmente connotazioni soggettive ed opinabili, in quanto si confrontano varie concezioni contrapposte per il raggiungimento di fini pubblici. Ne consegue che, in tale contesto, la valutazione dei comportamenti e dei giudizi fortemente critici nei confronti degli avversari politici deve essere compiuta tenendo presente il preminente interesse generale al libero svolgimento della vita democratica.

4. La critica politica può assumere toni più pungenti rispetto a quelli interpersonali tra privati, può essere di parte e non deve necessariamente essere obiettiva, tale considerazione, a maggior ragione, vale in occasione di una competizione elettorale, in cui si contrappongono, ancor più immediatamente e direttamente, due o più competitori nonché due o più partiti e/o coalizioni, aventi programmi di gestione della cosa pubblica, che spesso sottintendono due opposte visioni del modo in cui realizzare gli interessi della comunità. In tal caso, il diritto di critica politica può essere esercitato utilizzando espressioni ancor più aspre, purché siano strumentalmente collegate alla manifestazione di un dissenso ragionato dall'opinione, dal comportamento, dal programma elettorale, ove già delineato, oppure dalla visione politica, genericamente intesa, dei propri avversari.


Scissione societaria - Revocatoria ordinaria e revocatoria fallimentare degli effetti traslativi dell’atto di scissione, pregiudizievoli per i creditori della società scissa – Ammissibilità.

Tribunale di Pescara, sentenza 4 maggio 17, n. 689 - Est. Falco

La scissione parziale di una società, comportando, per sua natura, il trasferimento di parte del suo patrimonio a una o più società, preesistenti o di nuova costituzione, integra un atto i cui effetti traslativi possono incidere negativamente sulla consistenza della garanzia patrimoniale della società scissa e, di conseguenza, sono in grado di arrecare pregiudizio ai creditori di quest’ultima.

E’ ammissibile l'azione revocatoria ordinaria avverso un atto di scissione societaria pregiudizievole per i creditori della società scissa, in quanto con tale azione si mira non alla ricostruzione dell'assetto societario preesistente all'atto di scissione, ma soltanto alla reintegrazione della garanzia patrimoniale del debitore, lesa da tale operazione, mediante la declaratoria di inefficacia dei trasferimenti patrimoniali scaturiti dalla stessa, declaratoria alla quale non sono di ostacolo nè il divieto di pronunciare l'invalidità dell'atto di scissione, di cui all'art. 2504-quater c.c., né la previsione legislativa  degli specifici rimedi endosocietari avverso l’atto di scissione, di cui agli artt. 2503,  2506 ter, comma 5, e 2506 quater, comma 3, c.c.


FAMIGLIA

Separazione – Addebito - Domanda non reiterata in sede di precisazione delle conclusioni – Abbandono della domanda - Sussistenza.

Separazione – Addebito – Indifferenza morale e materiale di un coniuge nei confronti dell'altro – Sussistenza.

Tribunale di Pescara – sentenza 14 novembre 2017, n. 1397 – Est. Ursoleo

1. Nel caso in cui sia proposta domanda di addebito della separazione con il ricorso introduttivo, ma in sede di precisazione delle conclusioni tale domanda non venga reiterata, l'istanza ha da intendersi abbandonata, assumendo rilievo solo la volontà espressa della parte, in ossequio al principio dispositivo che informa il processo civile, con conseguente irrilevanza della volontà rimasta inespressa, a meno che sussista pregiudizialità tecnico-giuridica tra le domande.

2. La condotta del coniuge che trascuri l'altro coniuge – sia pure affetto da sindrome depressiva e, dunque, caratterizzato da criticità – facendo venir meno ogni apporto sia materiale che morale tanto da giungere ad una situazione di quasi totale indifferenza legittima la pronuncia di addebito della separazione.


Separazione e divorzio – Modifica condizioni – Accordi negoziali – Validità – Necessità di deliberazione giudiziale – Non sussiste.

Tribunale di Pescara – ordinanza 23 ottobre 2017 – Es

In tema di separazione e divorzio, eventuali accordi negoziali tra le parti, anche modificativi delle precedenti condizioni, sono validi ed efficaci senza necessità di una deliberazione giudiziale, alla stregua della più recente giurisprudenza di legittimità.


LAVORO

Associazione Sportiva Dilettantistica - Gratuità delle prestazioni lavorative - Rapporto di lavoro subordinato - Esclusione.

Tribunale di Pescara, sez. lav., sentenza 23 novembre 2017, n. n. 927 – Est. Colantonio

Riguardo ai soci di un’associazione sportiva dilettantistica, la prestazione lavorativa può essere resa sia a titolo gratuito che oneroso; qui la gratuità trova fondamento nella comunione di scopo che lega il socio al sodalizio e non in una causa di scambio. La prestazione, in altre parole, trova giustificazione non più in un fine di lucro, ma nel raggiungimento dei fini istituzionali dell’ente ovvero nel rapporto associativo; nell’ipotesi, invece, in cui il socio percepisca dei compensi, quest’ultimi godono del trattamento di favore previsto dall’art. 67 comma 1 lett. M) TUIR; tuttavia, qualora gli stessi superino del 20% i salari o stipendi previsti per le medesime qualifiche dai contratti collettivi di lavoro, saranno considerati una forma indiretta di distribuzione degli utili, incompatibile con la natura “non commerciale” di una Associazione Sportiva Dilettantistica. In entrambi i casi, si ritiene che tali rapporti non necessitino della comunicazione di assunzione al Centro per l’impiego e della registrazione sul Lul.


Iscrizione nella gestione commercianti di un socio s.r.l. - Avviso di addebito Inps – Sussistenza di un’attività di lavoro – Necessità.

Tribunale di Pescara, sez. lav., sentenza 22 novembre 2017, n. n. 910 – Est. Ferrante

In merito all’iscrizione nella gestione commercianti del socio di una s.r.l., il rapporto previdenziale non può prescindere, per definizione, dalla sussistenza di un’attività di lavoro, dipendente e autonomo, che giustifichi la tutela corrispondente, atteso che, diversamente ragionando, ogni conferimento di capitali in società esercenti attività d’impresa, dovrebbe comportare l’inserimento del reddito corrispondente nell’imponibile retributivo [N.d.r. In senso conforme, Corte d’Appello di L’Aquila, sentenza 24 novembre 2016, n. 995].


PENALE

Responsabilità amministrativa degli enti - Presupposti - Mancata adozione del modello di gestione, organizzazione e controllo - Interesse e vantaggio nel reato di lesioni personali aggravate dalla violazione della disciplina antinfortunistica.

Tribunale di Chieti, sentenza 9 novembre 2017 - Est. Ribaudo

1. La disciplina dettata dal d.lgs. n. 231 del 2001 non introduce una responsabilità connotata da automatismi (sul modello di quella civilistica) che faccia seguire alla responsabilità penale del legale rappresentante dell’ente quella dell’ente medesimo, in virtù di quanto disposto dall’art. 5 d.lgs. cit., il quale prevede la sussistenza della responsabilità dell’ente solo nel caso in cui il reato sia stato commesso nel suo interesse o a suo vantaggio, escludendo la responsabilità dell’ente stesso ove emerga che l’agente ha agito nell’interesse esclusivo proprio o di terzi.

2. Non è sufficiente a fondare la responsabilità dell’ente la sola mancata adozione del modello di organizzazione e gestione, in quanto è necessaria la prova che il reato sia stato commesso nell’interesse o a vantaggio dell’ente, requisiti che - in ipotesi di responsabilità amministrativa degli enti derivante dal reato di lesioni personali aggravate dalla violazione della disciplina antinfortunistica - ben possono ritenersi sussistenti rispettivamente nel caso in cui l’omessa predisposizione dei sistemi di sicurezza determini un risparmio di spesa o qualora la mancata osservanza della normativa cautelare consenta un aumento della produttività.

3. I concetti di interesse e vantaggio, nei reati colposi d’evento, vanno riferiti alla condotta e non all’esito antigiuridico; ed essi non ricorrono ove manchi la prova che la condotta colposa ascritta al datore di lavoro sia stata frutto di una violazione deliberata delle regole cautelari finalizzata al perseguimento dell’interesse della società, essendo invece essa il risultato di una semplice sottovalutazione dei rischi o di una cattiva considerazione delle misure di prevenzione necessarie.


AMMINISTRATIVO

Giurisdizione e competenza – Concessione di pubblico servizio – Giurisdizione del Giudice amministrativo – Annullamento in autotutela – Termine di 18 mesi ex art. 21 octies legge n. 241/90 – Computo del termine relativo al periodo antecedente l’entrata in vigore della legge n. 124/15.

Tar Abruzzo, Pescara - sentenza del 14 novembre 2017 n. 314 – Pres. Tramaglini, Est. Balloriani

1. Il codice del processo amministrativo nel devolvere alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo “le controversie in materia di pubblici servizi relative a concessioni di pubblici servizi, escluse quelle concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi”, ha inteso riferirsi al concetto di concessione di pubblico servizio vuoi di diritto interno vuoi di diritto comunitario; con la conseguenza che rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo anche la concessione di pubblico servizio in cui il compenso non è stabilito in favore del concessionario come remunerazione a carico dell’utenza.

2. L’annullamento in autotutela deve intervenire entro i 18 mesi di cui all’articolo 21-octies della legge n. 241 del 1990.

3. Il termine di 18 mesi non può essere computato a ritroso anche per il periodo antecedente all’entrata in vigore della legge n. 124 del 2015, perché viceversa si attribuirebbe effetto retroattivo alla legge.


Appalto di servizi - Gara aperta e affidamento in convenzione del trasporto sanitario in ambulanza ad associazioni di volontariato - Limiti alla discrezionalità della P.A. - Proporzionalità ed economicità dell’azione amministrativa.

Tar Abruzzo, Sez. Pescara - sentenza 24 ottobre 2017 n. 303 - Pres. Tramaglini - Est- Ianigro

1. La determinazione della Stazione Appaltante di indire una gara pubblica, in luogo dell’affidamento prioritario in convenzione con le Associazioni di volontariato nel settore di trasporto sanitario in emergenza, per quanto rimessa ad una scelta ampiamente discrezionale dell’Amministrazione, resta suscettibile di sindacato nell’ambito dei criteri di ragionevolezza, proporzionalità ed economicità. Parallelamente, la ragionevolezza costituisce un criterio al cui interno convergono altri principi generali dell’azione amministrativa di imparzialità, uguaglianza e buon andamento; l’Amministrazione, in forza di tale principio, deve rispettare una direttiva di razionalità operativa.

2. L’Amministrazione, nell’esercizio del proprio potere, non può applicare meccanicamente le norme ma deve necessariamente eseguirle in coerenza con i parametri della logicità, proporzionalità ed adeguatezza [N.d.r. Nella specie, il Collegio ha accolto il ricorso della Croce Rossa Italiana avverso il bando indetto dalla P.A. per il servizio di trasporto in ambulanza, osservando, in particolare, che la scelta dell’Amministrazione di introdurre l’onerosità del servizio di trasporto sanitario, con inevitabili ripercussioni sul bilancio dell’ente, sull’importo della spesa sanitaria già rigidamente controllata, non può ritenersi adeguatamente compensata da ragioni di interesse pubblico, militanti, invece, dichiaratamente, nell’ottica del giusto contemperamento tra le esigenze di realizzare economie di bilancio e di assicurare, al contempo, livelli ottimali di assistenza nell’erogazione di servizi a tutela della persona].


Gara d’appalto – Acquisizione di beni e servizi – Stazione Unica Appaltante - Avvalimento intersoggettivo - Legittimazione processuale passiva - Necessità dell’integrazione del contraddittorio processuale

T.a.r. Abruzzo, Pescara – Ordinanza del 9 novembre 2017 n. 165 - Pres. Tramaglini - Est. Balloriani

1. Sussiste la legittimazione processuale passiva della Asl resistente che ha agito in nome proprio e in qualità di soggetto avvalso della Stazione Unica Appaltante Ab..

2. Pur essendo, l’avvalimento tra Pubbliche Amministrazioni un istituto non sempre propriamente disciplinato in modo uniforme dalle varie fonti normative, convenzionali o unilaterali, è corretto l’orientamento giurisprudenziale che imputa all’ente avvalente il risultato amministrativo dello stesso, tanto che non può parlarsi, in senso stretto di delega, ma sicuramente di una figura sui generis nella quale la funzione è esercitata da un ente pubblico non titolare del medesimo interesse pubblico di cui è titolare l’avvalente.

3. Posto che l’aggiudicazione, oggetto del ricorso, si colloca nell’ambito di una procedura aperta, indetta dalla A.U.S.L. di P. in qualità di Stazione Unica Appaltante Ab., finalizzata all’acquisizione di un sistema di gestione informatizzata dei Pronto Soccorso delle Aziende Sanitarie Locali regionali, si impone l’integrazione del contraddittorio nei confronti di tutte le ASL della Regione Ab. interessate alla procedura, nonchè alla Regione Ab. medesima.


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